Quinta lezione

Si aprono le danze

Bene, cominciamo a giocare. Emozionato? No? Io un pochino sì. Perché non mi basta fare di te un passabile bridgista. Anzi, che tu al termine di questo corso giochi come un angelo m'importa poco. Io voglio fare di te un giocatore vincente. L'importante è partecipare, d'accordo, ma se si vince è anche più divertente. E più che i punti, la distribuzione, il compagno e gli avversari la cosa che conta è la presenza al tavolo, cioè sapere dove ti trovi, che cosa stai facendo e quale scopo ti prefiggi. Ma di presenza al tavolo sentirai parlare fino alla nausea. Si diano le carte, dunque. No, non così: da sinistra a destra, in senso orario, al contrario di tutti gli altri giochi, poker escluso. Se tocca a te, dunque, farai tagliare il mazzo al tuo avversario di destra e comincerai a distribuire le carte, una per una, da sinistra, mentre il tuo compagno mischia l'altro mazzo e, al termine dell'operazione, lo pone alla sua destra. Sembra niente, ma dalla posizione del mazzo "a riposo" con un po' di esperienza capirai chi ha fatto carte e non sorgeranno mai discussioni: "tocca a me", "no tocca a lui". Senza contare il risparmio di tempo.
Ancora qualche cosetta per quanto riguarda le formalità: a bridge parla per primo chi ha distribuito. La fase licitativa termina quando tre "passo" fanno seguito a una qualunque dichiarazione. La mano la giocherà colui, della coppia di attacco, che ha dichiarato per primo il colore (SA compreso) risultato vincente. Sarà il suo avversario di sinistra, invece, a intavolare, scoprendola, la carta di attacco. Subito dopo il compagno del dichiarante (il "morto") scoprirà tutte e tredici le sue carte, ma sarà il dichiarante a scegliere quella da giocare. Chi vince la presa intavolerà la prima carta del secondo giro e tutti seguiranno sempre in senso orario. A bridge si deve "rispondere", cioè è obbligatorio mettere una carta del seme di quella che ha aperto il giro. A meno che se ne sia sprovvisti: in questo caso si può scartare o, se si gioca a colore, tagliare.
Mettiamo che tu abbia dato carte e che ti ritrovi in mano i fatidici 12 punti (punti onori, che d'ora in poi chiameremo P.O., per distinguerli dai P.P., punti partita, che sono quelli che si segnano sullo score), che i giocatori più ottimisti (certo, anch'io) considerano sufficienti per l'apertura. Hai guardato le tue tredici carte, adesso dai un'occhiata alla quattordicesima. Sei in prima, sei in zona? Sei "marcato", cioè hai segnato un parziale precedente? E gli avversari come stanno? Sappi che le aperture a parità di zona devono essere serie, solide (cioè fatte di assi e re), quelle in vantaggio di zona più serie ancora, mentre se sei "indietro" il compagno non te ne farà una colpa se apri un po' leggero, nel senso che per arrivare a dodici P.O. devi racimolare anche dame e fanti, e magari anche fare ricorso alla distribuzione: "Sì, ho 11 P.O., ma anche il singolo a quadri…".
Ma non è tutto. È fondamentale valutare, oltre alle 14 carte, anche la posizione al tavolo. 
Annotazioni come queste le troverai, se le trovi, in fondo ai normali manuali di bridge. Ma di quelli che hanno imparato sui normali manuali di bridge io e te ce ne facciamo un solo boccone. Dammi retta: primo o secondo di mano, cioè se hai dato carte o se vieni subito dopo il cartaro, apri normale. Terzo, puoi aprire anche "leggero", magari al solo scopo di indicare al compagno un attacco: potresti non avere più, in seguito, l'occasione di farlo. Ma in quarta posizione, la tua apertura dev'essere bella: il tuo compagno se l'aspetta, dal momento che, con un "passo" avresti avuto l'occasione di annullare la mano. 
Aprire, d'accordo: ma come? Ecco, qui di seguito, un repertorio di mani con le quali si apre, a parità di zona e in prima o seconda posizione, di un fiori.


x, x
J, x, x, x
K, J, x
A, K, J, x


Mano bicolore (fiori e cuori) di 13 P.O. Si apre di un fiori perché con due pali quarti si dà la precedenza al minore.


A, x, x
K, x, x
Q, x, x
K, Q, x, x


Mano monocolore di 14 punti. L'unico palo dichiarabile (cioè di 4 o più carte) è fiori.


A, Q, x
K, x, x
K, x, x
x, x, x, x

Una manaccia, ti avverto: rischi di prendere poco o niente. Ma se decidi di aprire, sarà di un fiori.
E fin qui siamo sull'ovvio. Un po' meno ovvia è questa mano:

Q, J, x
x, x
A, K, Q, 10
x, x, x, x

Con quelle belle quadri la tentazione di dichiararle è forte, ma tu resisti e dichiara le schifosissime quattro scartine di fiori: alla lunga, vedrai, avrai tutto da guadagnarci.
Morale: si apre sempre di un fiori (o di un quadri, o di un cuori) quando il palo è almeno quarto e non ce n'è un altro più lungo nella mano e si hanno tra i 12 e i 15 P.O.. Poi c'è un intervallo tra i 16 e i 18; si ricomincia a licitare le fiori o le quadri dai 19 ai 20. Ma di questo parleremo dopo. Parliamo subito, invece, delle picche. Si può aprire di "un picche" quarto? In teoria sì, in un caso: quando la mano è una 4-3-3-3 con quattro carte di picche. Un'eventualità, statisticamente, abbastanza remota. Tanto che si può trascurarla: con la 4-3-3-3 si apre di un fiori, a meno che le picche, quarte, non siano una cosa tipo AKQJ o, al minimo, AQJ10. Così, quando apri di "un picche" il compagno sa che sei quinto o che, se sei quarto, le tue picche sono talmente belle da potersi azzardare a giocare nel palo anche con la 4/3, cioè con sette atout, invece dei sacramentali otto, sulla linea. Morale della morale: quando il tuo compagno apre di un picche, tu fai sempre finta che ne abbia cinque e non negargli, all'occorrenza, l'appoggio terzo. 
Ma adesso spòstati, idealmente, sulla sedia di fronte. Aprendo di un fiori, un quadri, un cuori o un picche, il tuo compagno ti ha lanciato un messaggio. "Partner", ti ha detto, "io ho P.O. da 12 a 15 o da 19 a 20 e almeno quattro carte nel palo che ho dichiarato". O, se preferisci: "io mi impegno a realizzare almeno sette prese se la briscola è quella che ho dichiarato". Come continuare il dialogo?
Lo vedremo più avanti. Prima dobbiamo imparare a districarci nel caso abbiamo in mano un palo quinto. Sarà questo l'argomento della prossima puntata. Chi se la perde che gli venga la 4-3-3-3 per tutta la vita...

Bignami della quinta lezione
Si apre di uno a colore con un palo almeno quarto e con almeno 12 P.O.
Tra due pali quarti si sceglie quello più basso
nella gerarchia Prendi Cara Questi Fiori.
L'apertura di un picche va sempre considerata quinta.
Si gioca un colore quando in quel seme, sulla linea (cioè tra apertore e rispondente) ci sono almeno otto carte.

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