Sesta lezione

Adoro le lunghe (anche se non sono svedesi)

Sarà necessario, a questo punto, introdurre il concetto di "vincenti" e "perdenti". Era già espresso, in modo grossolano, quando abbiamo attribuito un valore in P.O. alle carte più alte in funzione della loro capacità di produrre prese (A=4, K=3 ecc.). Ora cerchiamo di affinarlo un po': si considerano vincenti tutte le carte di un palo dopo le prime tre. Anche se avete, in un colore, la fallimentare sequenza 5, 4, 3, 2, potete legittimamente sperare che il 2 faccia presa. E in effetti succederà, se i resti (cioè le altre nove carte del seme) saranno divisi, tra gli altri giocatori, 3-3-3. Di conseguenza, un palo fatto di AKQ2 non contiene, almeno in teoria, alcuna perdente (sempre che gli avversari abbiano la cortesia di lasciarvelo giocare e di dividersi equamente i resti): le prime tre sono "teste" (e quindi vincenti per natura), la quarta è vincente in quanto quarta.
Ne consegue che i pali quinti hanno almeno due vincenti, la quarta e la quinta, oltre alle eventuali "teste" che contengono. I pali quinti, dunque, sono da augurare ai bridgisti come i figli maschi ai novelli sposi.
Se la quinta campeggia in una monocolore (5-3-3-2), nessun problema: dichiaratela e, all'occorrenza, ripetetela. Con


A, K, Q
Q, J, 10
x, x, x, x, x
F, x


indifferenti alla collocazione dei P.O., si apre di un quadri. Ma se la quinta fa parte di una bicolore, tipo 5-4-2-2 oppure 5-4-3-1, o addirittura di una 5/5? In questi casi bisogna attenersi rigidamente alla gerarchia dei semi Prendi Cara Questi Fiori: sempre e comunque si apre della quinta, mentre si dichiara la quarta in seconda battuta soltanto se è possibile farlo senza che il compagno, per riportarvi al palo quinto, debba aumentare di livello.
Per intenderci, con


x, x
A, K, Q, J
x, x
Q, x, x, x, x

si apre di un fiori. Ma se il compagno risponde "un picche", è proibito licitare le cuori a livello di 2, cosa che segnalerebbe una mano forte. Augurati, invece, che il partner dichiari "un quadri": in questo caso puoi dichiarare le cuori a livello di uno descrivendo la tua mano con sufficiente precisione. Alla probabile dichiarazione di "un senza" del vostro, potrai replicare con un "due fiori" che gli toglierà ogni dubbio; hai una 5/4 fiori/cuori.
Il criterio (come tu che sei astuto avrai già capito) è quello dell'economia: con la 4/4 si apre del più basso nella speranza che il compagno abbia l'altro. Es.: con quattro quadri e quattro cuori, si apre di un quadri sperando che il compagno dica un cuori, mentre con quattro quadri e quattro picche, se il tuo dice "un cuori", potrai sempre licitare le picche a livello di uno. Ma se hai le quadri e le cuori e il tuo dice un picche, rifugiati nell'"un senza": le tue cuori salteranno fuori soltanto nel caso che il partner, dopo aver detto le picche, dichiari anche le cuori, cosa che succederà soltanto se quel fortunato possiede una 5/4, o meglio ancora una 5/5. 
Con una cinque/quattro, mettiti nei panni del compagno: tu, poniamo, hai 5 fiori e 4 cuori. Apri di un fiori e lui risponde "un picche". Se dici due cuori e lui, poveretto, preferisce le fiori, per riportarti nel palo che, tra mano e morto, dispone di otto atout, deve salire a livello di tre…
Procedendo di questo passo, una coppia potrebbe arrivare a scambiarsi informazioni dettagliate e complete sui rispettivi punteggi o distribuzioni, ma tutto questo ha un prezzo, cioè contratti sempre più alti e, da un certo punto in su, insostenibili. Come capire quando è il momento di fermarsi? C'è, prima di tutto, il traguardo naturale del gioco, cioè la manche (inutile giocare, per esempio, cinque picche quando per fare manche ne bastano quattro). Ci sono inoltre dichiarazioni precise che significano: io ti ho detto tutto, se vai avanti è perché ritieni che, da questa mano, si possa spremere di più. Sono segnali che possono essere lanciati indifferentemente dall'apertore o dal rispondente. Saranno l'argomento della prossima chiacchierata.
Chi se la perde è condannato all'incomunicabilità.

Bignami della sesta lezione
Il palo quinto è una benedizione, che va comunque dichiarata.
Tra due pali quinti la precedenza va al maggiore.
Con una mano minima (12/15) e una 5/4 si rinuncia a dichiarare la quarta se,
nel farlo, esponi il compagno alla necessità di salire di livello
per esprimere la sua preferenza al tuo primo palo.

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