Nona lezione

Il texano dalla mano di ferro

Ci sono casi in cui chi risponde sull'apertura di un senza preferisce delegare la decisione finale al compagno. L'esempio tipico è una mano debole rivalutata però da una sesta nobile con un singolo o uno chicane (vuoto). Troppo per la risposta 2C o 2P, troppo poco per il salto a quattro. E allora ne dice tre, anche perché sa che il bridge è dispettoso e che, nove volte su dieci, il suo vuoto coinciderà con il palo nel quale invece il compagno è più forte. 
Come si comporta l'apertore in questa situazione? Semplice: arriva a manche se ha un bel senza e un bell'appoggio nel colore (anche terzo), altrimenti lascia giocare 3. Se il salto a 3 arriva invece nel palo di quadri, la scelta è tra "passo" e 3SA, anche qui in funzione del punteggio della mano e dell'appoggio a quadri. Per dire 3Q, in conseguenza, il rispondente dev'essere più bello che per dire 3C o 3P, dato che l'unico sviluppo a manche della sua dichiarazione potrà essere 3SA.
Ma torniamo alle dichiarazioni di tre cuori e tre picche. Per quanto produttive, esse comportano uno svantaggio: quello di far giocare la mano debole e di scoprire, di conseguenza, quella forte, cosa della quale quelle carogne degli avversari approfitteranno per controgiocare come violini. Anche per questo, però, esiste la medicina. Si chiama Texas ed è una dichiarazione di trasferimento; serve cioè a far dichiarare il palo in cui si giocherà all'apertore di 1 SA, anche se lui quel palo non potrebbe mai dichiararlo. E' un gadget che ai bridgisti piace moltissimo e ne sono state inventate mille varianti. Qui mi limiterò a suggerire i due tipi classici.
La "Grande Texas": sull'apertura di 1SA la risposta di 4F obbliga a dire quattro cuori, perché è questo il contratto che il diabolico compagno è sicuro di poter condurre in porto, mentre se vuole giocare quattro picche risponderà 4Q, lasciando a te il compito di dichiararle. Chiaro e incontrovertibile, ma esclude la possibilità di giocare un parziale, che invece offriva il 3C o 3P.
Per questo è stata inventata la "Piccola Texas", che si innesta dopo la risposta interrogativa di 2F. Tu rispondi Stayman. Se sei tanto fortunato da poter dichiarare il palo nobile nel quale il tuo compagno voleva andare a parare, lui potrà o passare a due, o rialzare a tre (nel qual caso tu ti comporterai come se avesse dichiarato tre direttamente) o chiudere a quattro, sempre fruendo del vantaggio di lasciare coperta la mano forte. Se invece dichiari 2Q, lui dirà 2C per farti dire, obbligatoriamente, due picche, oppure 2P per farti dire, altrettanto obbligatoriamente, tre cuori. È chiaro però che a questo punto la Stayman ve la scordate ed è altrettanto chiaro che se il rispondente ha le picche, può usare la Texas a cuor leggero (tanto potrà giocare a livello di due) mentre se ha le cuori dovrà spingersi a tre. Sul 3F tuo, invece, il compagno dirà 3Q (per farti dichiarare le cuori) o 3C per farti dichiarare le picche.
Morale: mentre per la Grande Texas, anche se uno non se la ricorda, basta la dichiarazione apparentemente assurda a livello di quattro a far suonare il campanello d'allarme, per la piccola bisogna ricordarsi che si sta giocando questa convenzione e, soprattutto, rinunciare alla Stayman. Ne vale la pena? Fate voi, ma ricordate in ogni caso che le Texas, grandi o piccole, vanno allertate, cioè segnalate come non naturali.
Per quanto riguarda l'apertura di 1SA abbiamo finito. Ma non per le altre mani di 16/18 punti che non consentono, per la distribuzione, questo tipo di apertura. Per esempio una 5/4, una 5/5, o una 5/3/3/2 con la quinta nobile. Sono tutti casi in cui, nonostante il punteggio incoraggiante, si apre di uno a colore, rinunciando, per il momento, a esplicitare tutta la forza della mano (che non è poca, se si considera che tra 12 e 16 c'è un Asso di differenza!)
Cominciamo dalla 5/3/3/2; con 5 carte di cuori. Apri di un cuori
1) se il compagno risponde 1P o 1SA, tu rilanci a due senza, che vuol dire, appunto, 16/18 con la quinta di cuori. Lui a questo punto passa se è debole e con due o meno cuori, appoggia a 3C, a passare, se è debole e con tre cuori, ripete le picche se è debole, con due o meno cuori ma quinto a picche e spera di trovarne tre da te. Anche se ne hai due, a questo punto, sei costretto a passare. Mentre se ha detto 1SA sai che potrai trovargli anche solo 5 o 6 PO, la risposta di 1P è ambigua: potrebbe avere le sverze o tutto il cocuzzaro, ma da questo punto in poi diventa un problema suo: con 2SA gli hai detto tutto. Altro caso: sul tuo 1C il compagno rialza a 2F o 2Q. Il che vuol dire almeno 11, a prescindere dalla distribuzione. Tu con i tuoi 16/18 non esitare a sparare tre senza. Che non dev'essere per forza, in questo caso, il contratto definitivo. Deciderà il partner, passando, correggendo in 4C, se ne ha almeno 3, o avviando le procedure (le vedremo in seguito) per lo slam, tutt'altro che improbabile dopo questa sequenza licitativa.
2) 5/3/3/2, con la quinta di picche. Idem come sopra, con la sola differenza che se dichiarasse 2C sul tuo 1P, deve dargli immediatamente l'appoggio, con 3 carte, perché se le quadri e le fiori possono anche essere quarte (o addirittura non dichiarabili), le cuori dichiarate sulle picche sono sicuramente quinte. Appoggio a salto, quindi subito quattro cuori. Dal che il tuo sagace compagno dedurrà che hai 16/18, cinque picche e almeno tre cuori. Dopodiché se la vedrà lui, passando o avviando le procedure di cui sopra.
3) 5/4/2/2 o 5/4/3/1, con la quinta nobile e una quarta minore. Semplicissimo: sulla risposta di 1SA si dichiara il secondo palo a livello di 3. Sulla risposa di 2 in un minore (anche se è quello che hai quarto) si salta a tre senza. Sulla risposta di 1P (se hai aperto a cuori) ancora due senza. Sul semplice appoggio (1 C - 2C, 1P - 2P) invece si rialza a tre, per non punire il compagno nel caso ti abbia dato una risposta "di cortesia", cioè davvero debole. Sarà lui a decidere se fermarsi o se i tuoi 16/18 gli sembrano sufficienti per tentare la manche.
4) 5/4 cuori/picche: sulla risposta di 1P si appoggia a salto, su quella di 1SA si rialza a due senza, perché sicuramente non ha 4 carte di picche. Sul positivo 2F o 2Q si licitano, a livello, le picche: il tuo potrebbe ancora avere una 5/4, con quinta minore e quarta di picche.
5) 5/4 picche/cuori. Dov'è il problema? Sulla risposta di 1SA si licita a salto il secondo nobile e lo stesso si fa sulla risposta positiva di due in un minore. Tutte cose che mettono il pallino nelle mani del tuo. Sarà lui a decidere il proseguimento (ma anche, se è il caso, l'interruzione) della chiacchierata.
Delle altre mani forti con distribuzioni ancora più sbilanciate (5/5 o 6/5) ci occuperemo più avanti. Intanto, però, fino a 18 PO siamo arrivati. Ma potresti avere anche di più (fino a un massimo, ci avevi pensato?, di 37). Sarà l'argomento della prossima chiacchierata. Chi se la perde è condannato alla Yarborough a vita. (La Yarborough, dal nome di un bridgista inglese particolarmente sfigato, è una mano di zero PO).

Bignami della nona lezione
Texas: dichiarazione di trasferimento per far giocare a colore l'apertore di 1SA,
allo scopo di tenere coperte le carte della mano forte.
Con 16/18 e distribuzione che non consente l'apertura di 1SA
si apre di uno e, semmai, si salta dopo.

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